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Gigi Proietti
Fa parte di quella cerchia di artisti di formazione teatrale, campo nel quale ha mietuto enorme successo sin dagli inizi degli anni sessanta. Noto per le sue doti di affabulatore e trasformista, è considerato uno dei massimi esponenti della storia del teatro italiano; nel 1963 grazie a Giancarlo Cobelli esordì nel Can Can degli italiani, per poi interpretare senza sosta numerosi spettacoli teatrali sino a A me gli occhi, please, esempio di teatro-grafia che segnò uno spartiacque nel modo di intendere il teatro, e al quale seguiranno numerosissime repliche anche con nuove versioni nel 1993, nel 1996, e nel 2000, attraversando i più importanti teatri italiani. Lo show segnò un record di oltre 500.000 presenze al Teatro Olimpico di Roma.[1] Affermatosi come attore teatrale, ebbe anche esperienze nel campo televisivo, al quale si dedicò fugacemente tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta: prese parte allo sceneggiato Il circolo Pickwick di Ugo Gregoretti, collaborazione che proseguì successivamente con esperienze televisive di minor rilevanza. Tra gli anni settanta e gli anni ottanta fu inoltre protagonista di svariati show di successo come Sabato sera dalle nove alle dieci, Fatti e fattacci, Fantastico e Io a modo mio. Verso la fine degli anni settanta ha anche aperto il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche, che ha visto tra i suoi allievi numerosi personaggi divenuti poi volti noti dello spettacolo italiano. Nonostante il sodalizio col cinema non abbia spesso dato i frutti sperati, ha raggiunto la consacrazione cinematografica nel 1976 con il celebre Febbre da cavallo, nel ruolo dell'incallito scommettitore Mandrake, che col passare degli anni è divenuto un vero e proprio film di culto,[2] che ha ripreso nel 2002 anno nel quale ha iniziato un forte sodalizio con i fratelli Carlo e Enrico Vanzina. A partire dagli anni novanta, parallelamente al successo ottenuto in teatro, è stato protagonista di svariate fiction televisive di successo, prima fra tutte la serie RAI Il maresciallo Rocca iniziata nel 1996 e divenuta una delle serialità di maggior audience della televisione italiana, spianandogli inaspettatamente la strada verso una vera e propria seconda giovinezza.[3] Sempre per la RAI è stato San Filippo Neri nella miniserie Preferisco il Paradiso, il cardinale Romeo Colombo da Priverno in L'ultimo papa re, il misterioso generale Nicola Persico in Il signore della truffa, e lo stravagante giornalista Bruno Palmieri in Una pallottola nel cuore. Ha avuto anche esperienze come cantante, facendo parte del gruppo musicale Trio Melody, insieme a Stefano Palatresi e Peppino Di Capri, oltre che come poeta e scrittore. Nel 2017, a vent'anni dall'ultima esperienza, è tornato in televisione come protagonista assoluto dell'one-man show Cavalli di battaglia, tratto dall'omonima tournée celebrativa dei suoi 50 di carriera.

BarBara Luna
Barbara Luna (ma lei preferisce essere chiamata solo "Luna") è nata a Manhattan (New York) ma è virtualmente cresciuta a Broadway e le sue origini spaziano fra Ungheria, Spagna, Portogallo ed Italia, e ciò le ha permesso di interpretare agevolmente una vasta gamma di ruoli. Ancora bambina venne scritturata per un musical a Broadway ("South Pacific", 1949/1951) dove recitava e cantava in francese, e poco più tardi fu chiamata ad interpretare una delle piccole principesse del Siam in "Il Re ed Io" (1951/1956). Alla soglia del Diploma di Scuola Superiore fece un'audizione come sostituta per il ruolo di Lotus Blossom in "La casa da thé alla luna d'agosto" (1957) e non solo venne accettata ma otto mesi più tardi ottenne il ruolo da star e lo mantenne per tre anni. Durante questa tournée, a Los Angeles ella fu notata dal celebre regista Mervyn LeRoy che le offrì il ruolo della giovane cieca in "Il Diavolo alle quattro" (1961) accanto a Frank Sinatra e Spencer Tracy. Seguirono poi altre pellicole di rilievo come "Cinque settimane in pallone" di Irwin Allen (1962) con Red Buttons, Fabian e Barbara Eden, che diede a Luna l'opportunità di lavorare con leggende quali Peter Lorre, Sir Cedric Hardwicke e Herbert Marshall, "La nave dei folli" (1965). Il suo aspetto versatile e senza tempo ed il suo sguardo esotico, unito al suo talento, le hanno permesso anche una lunga carriera televisiva. Luna ha partecipato a quasi 500 show televisivi: fra i suoi favoriti ci sono lo "Zorro" della Walt Disney (1958), "La grande vallata" (1968), "Hawaii 5-0" (1979), "Buck Rogers nel 25° secolo" (1981) ed ella si sente onorata di essere ricordata per il suo ritratto di Marlena Moreau nell'episodio "Specchio, specchio" della serie Classica di "Star Trek" (1967) e per l'esuberante Teresa Modesto in quattro episodi di "Zorro". Sul set della serie "Overland Trail" (1959), Luna incontrò l'attore Doug McClure (1935/1995), interprete di films come "Shenandoah" (1965, con James Stewart) ed il "Beau Geste" di D.Heyes (1966, con G.Stockwell e T.Savalas), oltre che della serie western "Il Virginiano" (1962/1971). Inizialmente fu solo amicizia (Doug era in crisi con la moglie ma Luna cercava di farlo riflettere sulla decisione di divorziare, soprattutto per la figlioletta ancora molto giovane), però Doug insistette e dopo più di un anno di frequentazione di sposarono alla fine del 1961, con grande gioia della piccola Tané che si era molto affezionata a Luna. Tra un film/telefilm e l'altro, Luna ha sempre mantenuto i contatti con Broadway ed ha partecipato a numerosi musical, apparendo anche in nuove rivisitazioni di "West Side Story" (come Anita, 1969) e "A Chorus Line" (Diana Morales, 1976). Successivamente Lee Salomon (della William Morris) la chiamò ad aprire il "Bill Cosby Show" al Concord Hotel (Catskills) e al Caesars Palace di Atlantic City. Dopo essersi concessa una pausa di qualche anno, Luna fu scritturata dal produttore Aaron Spelling per il ruolo di Sidney Jacobs in "Sunset Beach" (1998). Il viaggiare intorno al mondo per incontrare i fans e per partecipare alle conventions di "Star Trek" è stato per lei molto istruttivo, emozionante, gratificante e davvero divertente... ed è molto riconoscente per tutto ciò. Luna ama molto lo sport, giocare a golf ed a tennis e ballare sui pattini a rotelle.

J.T. Walsh
James Thomas Patrick 'J.T.' Walsh (28 settembre 1943 - 27 febbraio 1998) è stato un attore americano. Conosciuto per la sua versatilità e la capacità di interpretare una vasta gamma di personaggi, ha avuto una carriera di successo nel cinema, in televisione e nel teatro. Prima di diventare attore, Walsh lavorò come tecnico di scena e costruttore di scenografie. Debuttò sullo schermo all'inizio degli anni '80 e ottenne rapidamente riconoscimento per le sue interpretazioni convincenti, spesso interpretando figure autoritarie o antagonisti. Alla fine degli anni '80 e all'inizio degli anni '90, la sua carriera decollò con ruoli di rilievo in film come Good Morning, Vietnam (1987), A Few Good Men (1992) e Sling Blade (1996). Aveva una presenza imponente e intensa sullo schermo, che lo rendeva memorabile sia nei ruoli da protagonista che di supporto. Era noto per i suoi ruoli di "loschi spietati silenziosamente sinistri e spietati" (citazione da Leonard Maltin) in numerosi film ed è stato descritto come "lo preferito di tutti" dalla rivista Playboy. Era noto per la sua dedizione all'autenticità e il suo approccio meticoloso alla recitazione. Ha passato senza soluzione di continuità tra i generi, mostrando il suo talento nel dramma, nella comicità e nel suspense, guadagnandosi il rispetto come attore caratteristico. Purtroppo, la sua carriera fu interrotta quando morì il 27 febbraio 1998, all'età di 54 anni.

Robert Duvall
Cast · Conosciuto per Il padrino - Parte II, Fuori in 60 secondi, Il padrino
Robert Selden Duvall è stato un attore e regista americano. Ha ricevuto un Oscar, quattro Golden Globe, un BAFTA Award, due Primetime Emmy Awards e uno Screen Actors Guild Award. Duvall iniziò ad apparire in teatro alla fine degli anni '50, passando a ruoli televisivi e cinematografici durante i primi anni '60, interpretando Boo Radley in Il buio oltre la siepe (1962) e apparendo in Captain Newman, M.D. (1963), nel ruolo del maggiore Frank Burns nella commedia campione d'incassi M*A*S*H (1970) e il ruolo principale in THX 1138 (1971), così come l'adattamento di Horton Foote di Tomorrow di William Faulkner (1972), che è stato sviluppato presso The Actors Studio ed è il suo preferito. A questo è seguita una serie di interpretazioni lodate dalla critica in film di successo commerciale. Ha recitato in numerosi film e serie televisive, tra cui Ai confini della realtà (1963), The Outer Limits (1964), The F.B.I. (1966), Bullitt (1968), Il Grinta (1969), Joe Kidd (1972), Il padrino (1972), Il padrino parte II (1974), The Conversation (1974), Network (1976), Apocalypse Now (1979), The Great Santini (1979), Tender Mercies (1983) (che gli è valso l'Oscar come miglior attore), The Natural (1984), Colors (1988), Lonesome Dove (1989), The Handmaid's Tale (1990), Days of Thunder (1990), Rambling Rose (1991), Falling Down (1993), Secondhand Lions (2003), The Judge (2014) e Widows (2018).

Peter O'Toole
Cast · Conosciuto per Ratatouille, Troy
Peter Seamus O'Toole (2 agosto 1932 – 14 dicembre 2013) è stato un attore britannico-irlandese. Frequentò la Royal Academy of Dramatic Art e iniziò a lavorare nel teatro, guadagnandosi riconoscimento come attore shakespeariano al Bristol Old Vic e con la English Stage Company. Nel 1959 debuttò nel West End in The Long and the Short and the Tall, e interpretò il ruolo principale in Amleto nella prima produzione del National Theatre nel 1963. Eccezionando sul palcoscenico londinese, O'Toole era noto per il suo stile di vita da "hellraiser" fuori dal palcoscenico. Debuttando al cinema nel 1959, O'Toole ottenne riconoscimento internazionale interpretando T. E. Lawrence in Lawrence d'Arabia (1962), per il quale ricevette la sua prima nomination all'Oscar come miglior attore. Fu nominato per questo premio altre sette volte – per aver interpretato il re Enrico II sia in Becket (1964) che in Il leone d'inverno (1968), Addio, signor Chips (1969), La classe dirigente (1972), The Stunt Man (1980), Il mio anno preferito (1982) e Venere (2006) – e detiene il record per il maggior numero di nomination agli Oscar per recitazione senza vincimento (a pari merito con Glenn Close). Nel 2002 gli è stato conferito l'Academy Honorary Award per i suoi successi di carriera. O'Toole ha ricevuto quattro Golden Globe Awards, un BAFTA Award come Miglior Attore Britannico e un Primetime Emmy Award. Altre esibizioni includono What's New Pussycat? (1965), Come rubare un milione (1966), Supergirl (1984) e ruoli minori ne L'ultimo imperatore (1987) e Troy (2004). Ha anche doppiato Anton Ego, il critico gastronomico in Ratatouille (2007) della Pixar.

Maria Perschy
Maria Perschy (Vienna, 23 settembre 1938 – Vienna, 3 dicembre 2004) è stata un'attrice austriaca. Perschy è nato a Eisenstadt, Burgenland, in Austria, e si è trasferito a Vienna all'età di 17 anni per studiare recitazione. Dopo aver completato la sua istruzione, si è trasferita in Germania per ulteriori corsi di formazione, che l'hanno portata a intraprendere una carriera cinematografica. Il suo primo grande successo è arrivato con Nasser Asphalt dove ha suonato insieme a Horst Buchholz. La sua carriera di attrice l'avrebbe poi portata a Hollywood, passando per la Francia, l'Italia e la Gran Bretagna. Perschy ha recitato in numerosi film americani, i suoi ruoli più importanti sono stati nel film biografico del 1962 Freud e nella commedia di Rock Hudson del 1964, Lo sport preferito dell'uomo?. La carriera di Perschy in America declinò e alla fine degli anni '70 le sue uniche apparizioni negli Stati Uniti furono brevi ruoli in programmi televisivi come Hawaii Five-O e General Hospital. Durante le riprese in Spagna nel 1971, Perschy subì un'ustione a causa di un incidente che richiese diverse operazioni prima di poter riprendere la sua carriera. Perschy è tornata nella sua nativa Austria nel 1985 e ha continuato a recitare in una serie di opere teatrali e serie TV. Il 3 dicembre 2004, l'emittente televisiva statale austriaca ORF ha riferito che Maria Perschy era morta di cancro a Vienna.