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Foto di Kurt Russell

Kurt Russell

Cast · Conosciuto per La cosa, Tombstone, The Hateful Eight

urt Vogel Russell (nato il 17 marzo 1951) è un attore americano. A 12 anni iniziò a recitare nella serie TV western The Travels of Jaimie McPheeters (1963–1964). Alla fine degli anni '60 firmò un contratto decennale con la Walt Disney Company, dove interpretò Dexter Riley in film come The Computer Wore Tennis Shoes (1969), Now You See Him, Now You Don't (1972) e The Strongest Man in the World (1975). Per la sua interpretazione della superstar del rock and roll Elvis Presley in Elvis (1979), fu nominato al Primetime Emmy Award come Miglior Attore Protagonista in una Serie o Film Limitato o Antologico. Secondo Robert Osborne di Turner Classic Movies, Russell divenne la star principale dello studio negli anni '70. Russell è stato nominato al Golden Globe come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione in Silkwood (1983) di Mike Nichols. Sempre negli anni '80, recitò in diversi film diretti da John Carpenter in cui interpretò ruoli da anti-eroe: il film d'azione futuristico Escape from New York (1981), il suo sequel Escape from L.A. (1996), il film horror The Thing (1982) e il film comico kung-fu d'azione Big Trouble in Little China (1986). Russell ha recitato in vari altri film, tra cui Used Cars (1980), The Best of Times (1986), Overboard (1987), Tango & Cash (1989), Backdraft (1991), Tombstone (1993), Stargate (1994), Executive Decision (1996), Breakdown (1997), Vanilla Sky (2001), Miracle (2004), Sky High (2005), Death Proof (2007), The Hateful Eight (2015) e Once Upon a Time in Hollywood (2019). È apparso anche nel franchise di Fast & Furious nel ruolo di Mr. Nobody (recitando in Furious 7 (2015), The Fate of the Furious (2017) e F9 (2021)). Ha anche interpretato Ego nelle partite dell'Universo Cinematografico Marvel (MCU) Guardians of the Galaxy Vol. 2 (2017) e What If...? (2021), e ha interpretato il ruolo di Babbo Natale in Le Cronache di Natale (2018) e Le Cronache di Natale 2 (2020).

Foto di BarBara Luna

BarBara Luna

Barbara Luna (ma lei preferisce essere chiamata solo "Luna") è nata a Manhattan (New York) ma è virtualmente cresciuta a Broadway e le sue origini spaziano fra Ungheria, Spagna, Portogallo ed Italia, e ciò le ha permesso di interpretare agevolmente una vasta gamma di ruoli. Ancora bambina venne scritturata per un musical a Broadway ("South Pacific", 1949/1951) dove recitava e cantava in francese, e poco più tardi fu chiamata ad interpretare una delle piccole principesse del Siam in "Il Re ed Io" (1951/1956). Alla soglia del Diploma di Scuola Superiore fece un'audizione come sostituta per il ruolo di Lotus Blossom in "La casa da thé alla luna d'agosto" (1957) e non solo venne accettata ma otto mesi più tardi ottenne il ruolo da star e lo mantenne per tre anni. Durante questa tournée, a Los Angeles ella fu notata dal celebre regista Mervyn LeRoy che le offrì il ruolo della giovane cieca in "Il Diavolo alle quattro" (1961) accanto a Frank Sinatra e Spencer Tracy. Seguirono poi altre pellicole di rilievo come "Cinque settimane in pallone" di Irwin Allen (1962) con Red Buttons, Fabian e Barbara Eden, che diede a Luna l'opportunità di lavorare con leggende quali Peter Lorre, Sir Cedric Hardwicke e Herbert Marshall, "La nave dei folli" (1965). Il suo aspetto versatile e senza tempo ed il suo sguardo esotico, unito al suo talento, le hanno permesso anche una lunga carriera televisiva. Luna ha partecipato a quasi 500 show televisivi: fra i suoi favoriti ci sono lo "Zorro" della Walt Disney (1958), "La grande vallata" (1968), "Hawaii 5-0" (1979), "Buck Rogers nel 25° secolo" (1981) ed ella si sente onorata di essere ricordata per il suo ritratto di Marlena Moreau nell'episodio "Specchio, specchio" della serie Classica di "Star Trek" (1967) e per l'esuberante Teresa Modesto in quattro episodi di "Zorro". Sul set della serie "Overland Trail" (1959), Luna incontrò l'attore Doug McClure (1935/1995), interprete di films come "Shenandoah" (1965, con James Stewart) ed il "Beau Geste" di D.Heyes (1966, con G.Stockwell e T.Savalas), oltre che della serie western "Il Virginiano" (1962/1971). Inizialmente fu solo amicizia (Doug era in crisi con la moglie ma Luna cercava di farlo riflettere sulla decisione di divorziare, soprattutto per la figlioletta ancora molto giovane), però Doug insistette e dopo più di un anno di frequentazione di sposarono alla fine del 1961, con grande gioia della piccola Tané che si era molto affezionata a Luna. Tra un film/telefilm e l'altro, Luna ha sempre mantenuto i contatti con Broadway ed ha partecipato a numerosi musical, apparendo anche in nuove rivisitazioni di "West Side Story" (come Anita, 1969) e "A Chorus Line" (Diana Morales, 1976). Successivamente Lee Salomon (della William Morris) la chiamò ad aprire il "Bill Cosby Show" al Concord Hotel (Catskills) e al Caesars Palace di Atlantic City. Dopo essersi concessa una pausa di qualche anno, Luna fu scritturata dal produttore Aaron Spelling per il ruolo di Sidney Jacobs in "Sunset Beach" (1998). Il viaggiare intorno al mondo per incontrare i fans e per partecipare alle conventions di "Star Trek" è stato per lei molto istruttivo, emozionante, gratificante e davvero divertente... ed è molto riconoscente per tutto ciò. Luna ama molto lo sport, giocare a golf ed a tennis e ballare sui pattini a rotelle.

Foto di Tamara Lunger

Tamara Lunger

Cast · Conosciuto per The Last First: Winter K2

Tamara Lunger, nata il 6 giugno 1986 a Bolzano, in Italia, è un'alpinista ed ex scialpinista agonista, considerata una delle più forti scalatrici himalayane della sua generazione. Figlia dello scialpinista Hansjörg Lunger, è cresciuta circondata dalle montagne e ha iniziato a praticare lo scialpinismo nel 2002, prima di gareggiare nelle sue prime gare l'anno successivo a San Martino di Castrozza. Nel 2008 ha vinto i Campionati del Mondo di scialpinismo nella categoria under 23 e si è distinta in importanti gare classiche come la Pierra Menta, che ha vinto nella categoria under 23. Attratta dalle vette più alte del mondo fin da giovane, ha realizzato il suo sogno di scalare l'Himalaya diventando, il 23 maggio 2010, la donna più giovane a raggiungere la vetta del Lhotse, a 8.516 metri. Il 26 luglio 2014 ha raggiunto la vetta del K2, a 8.611 metri, una salita che ha consolidato la sua reputazione nel mondo dell'alpinismo estremo e che è stata poi immortalata in "Tamara". Si è distinta anche per i suoi impegnativi tentativi in ​​stile leggero e senza ossigeno, in particolare sul Nanga Parbat nel 2016 con Simone Moro, dove ha rinunciato a circa sessanta metri dalla vetta a causa delle condizioni e delle sue emozioni, una decisione che è diventata emblematica del suo approccio che privilegia la chiarezza di pensiero e di vita rispetto alla prestazione. Segnata da diverse tragiche esperienze in alta quota, parla apertamente di morte, paura e fede, spiegando che questi confronti l'hanno portata a un rapporto più profondo con la montagna e con se stessa. Dividendo il suo tempo tra nuove spedizioni, progetti d'avventura più intimi e conferenze, Tamara Lunger difende una visione spirituale ed etica dell'alpinismo himalayano, in cui ascoltare il proprio intuito conta tanto quanto conquistare le vette.